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Cavolini padani
di Matteo Salvini
“Non lo so ancora per chi voterò. Di certo non a sinistra, sceglierò Bossi o Berlusconi, tanto più o meno le battaglie sono le stesse”. Ero sulla metropolitana milanese settimana scorsa e queste erano le parole che si scambiavano due signore che avevano appena chiuso il Corriere della Sera. Ma davvero Lega e Pdl fanno sempre “le stesse battaglie”? Spesso sì, sempre no… Alcuni esempi?

Tema sicurezza: una parte del Pdl chiede il voto anticipato per gli immigrati, l´insegnamento del Corano nelle scuole, la possibilità di aprire moschee di qua e di là (vedi i dibattiti aperti ad esempio a Milano, Trento, Torino e Castiglione delle Stiviere, paese quest´ultimo dove la Lega ha abbandonato la giunta di centrodestra proprio per la scelta di concedere un´area dismessa a chi vuole la moschea in città).

Tema sanità: una parte del Pdl, a livello politico e amministrativo, ha orecchie e portafoglio molto attenti alle esigenze (spesso non propriamente fondate…) del sistema sanitario privato, con relativi accreditamenti, spesa farmaceutica e costi crescenti, a volte a discapito del sistema pubblico la cui “concorrenza” qualcuno tenderebbe volentieri ad eliminare.

Tema commercio e impresa: una parte del Pdl ha a cuore il presente ed il futuro della grande impresa e della grande distribuzione, con corollario di apertura di mega centri commerciali di qua e di là a discapito del negozio e del piccolo e medio imprenditore. A Bruxelles, nella commissione Mercato Interno e Diritti dei Consumatori di cui sono membro, si parlava di ritardati pagamenti che mettono in ginocchio soprattutto le Piccole e Medie Imprese: chi paga in ritardo però non è solo il pubblico ma, come sottolineato dalla Lega, il privato di grandi dimensioni, dai supermercati alle grandi imprese.

Tema ambiente: il dibattito è aperto, e non solo a Milano, sulle quantità di cemento e di nuove abitazioni nelle città italiane da qui ai prossimi 30 anni. E anche in questo caso una parte del Pdl tende a tradurre in atto politico i disegni di grandi costruttori e di grandi proprietari fondiari, magari a discapito di qualche pezzo di parco, di qualche quartiere storico o di qualche cascina antica. E se per fronteggiare l’emergenza inquinamento a Milano la Lega propone misure forti come la circolazione a targhe alterne e la chiusura del centro alle auto, da una parte del Pdl arriva un secco no.

Tema Roma-Milano: una parte del Pdl è quella che ipotizza un futuro Gran Premio di Formula 1 sotto il Colosseo, è quella che difende le tangenziali gratis intorno a Roma, è quella che non vuole neanche sentir parlare dei potenziamenti delle sedi RAI del Nord, Milano e Torino in primis. Questo ovviamente è un problema per un partito “nazionale” che deve mettere d’accordo l’elettore di Milano con quello di Roma, quello di Verona con quello di Palermo. Problema che la Lega in molti campi oggi non ha.

Detto questo è chiaro che l’alleanza tra Lega e Pdl sta portando ottimi risultati sia in parlamento che in tantissime regioni, provincie e comuni. E’ chiaro che come in ogni rapporto di coppia ognuno deve smussare il suo carattere e cercare di comprendere le differenze altrui. E’ chiaro che si può condividere l’80 o il 90 % di quello che si fa, ma è altrettanto chiaro che piccole e grandi differenze ci sono e negarlo sarebbe stupido.

Per questo consiglio alla signora del metrò e ai lettori dei Cavolini Padani di sintonizzarsi su Radio Padania Libera (www.radiopadania.net) perché dalle 6 alle 20 ci saranno 14 ore ininterrotte di filo diretto di microfoni aperti agli ascoltatori che risponderanno a questa domanda: per chi (e perché) voterai alle elezioni di marzo? Sono sicuro che, così come nei giorni scorsi, non mancheranno le testimonianze di tanti elettori di Forza Italia e di Alleanza Nazionale che “sono tentati” di provare la loro prima volta con la Lega Nord.

Un saluto a tutti, soprattutto ai milanisti affranti come me.

“I giovani dovrebbero riscoprire il lavoro manuale perchè in alcuni casi è molto più proficuo di quello impiegatizio. Ne è convinto il vicepresidente della Commissione bilancio del Senato, Massimo Garavaglia, che commenta i dati diffusi oggi dall’Istat sull’aumento dell’occupazione tra il 2004 e il 2008, in gran parte dovuto all’assunzione di stranieri (il 77% dell’aumento complessivo) sottolineando come i percorsi formativi spesso creino “aspettative” che non riescono a essere soddisfatte nella realta. Questi dati sono la dimostrazione – sostiene – di come si possa arrivare a una reale integrazione, con un lavoro regolare e il rispetto delle regole. Possono indicare pero’ anche una distorsione con una parte di lavoro “fittizio”, denunciato da aziende per dare il permesso di soggiorno. E’ un fatto che esiste ed e’ abbastanza significativo’ Il terzo aspetto evidenziato da Garavaglia e’ il tipo di occupazione che si e’ creata, in settori ‘poco appetibili’ per i giovani come l’edilizia, l’artigianato e la cura alla persona ‘per un’errata convenzione anche legata al mondo della scuola. Un sano lavoro manuale – conclude – non farebbe male a nessuno. A volte e’ molto piu’ proficuo di altri”.

“La Cei sbaglia, gli immigrati delinquono più degli italiani”. Lo sostiene il segretario provinciale e deputato della Lega Nord, Marco Rondini, in relazione alle affermazioni di oggi del segretario generale della Cei, mons. Mariano Crociata,secondo il quale: “Le nostre statistiche dimostrano che le percentuali di criminalità fra italiani e stranieri sono uguali se non identiche”. “Non so a quali dati faccia riferimento Crociata – osserva il parlamentare del Carroccio – dal momento che i numeri del ministero della Giustizia, testimoniano una realtà i cui contorni sono piuttosto chiari. Anche recentemente il Guardasigilli, Angelino Alfano, ha avuto modo di sottolineare che la massiccia presenza di immigrati nelle nostre carceri ha ormai superato il 40 per cento. Se pensiamo che gli stranieri in Italia rappresentano poco più del 6 per cento della popolazione, il conto è presto fatto e smentisce in maniera abbastanza netta quanto sostenuto dall’organizzazione dei vescovi”. “Bisogna poi tenere conto di un altro dato – prosegue Rondini – quello territoriale. Secondo fonti della Polizia penitenziaria, risulta che negliistituti penitenziari del Nord la percentuale di presenza di detenuti stranieri è ben superiore al 60/70% con punte che sfondano il muro dell’85%, come a Milano dove i non italiani rappresentano ormai la quasi totalità dei “nuovi ingressi”. “Bisogna guardare in faccia alla realtà – conclude Rondini – e proseguire con le politiche di contrasto all’immigrazione clandestina avviate dal governo. Sarà anche politicamente scorretto, ma l’equazione meno immigrazione uguale meno criminalità, è esatta”.

La proposta della commissione parlamentare francese sul divieto di utilizzare il burqa in luoghi pubblici, dimostra che “sono più svegli di noi”. E’ questo il commento del leader della Lega Nord, Umberto Bossi. A chi gli chiede se a suo giudizio serva una legge di questo tipo anche in Italia, il ministro per le Riforme ha risposto: “E’ la gente che la pensa così”. Sollecitato poi ad un commento sulle prossime elezioni regionali, riguardo al quadro della alleanze, Bossi è tornato a chiudere la porta in faccia ad eventuali ipotesi di accordi con Pierferdinanzo Casini. “Noi vinciamo anche senza di lui”, è stato il commento del segretario federale del Carroccio.

“Quella di Verona e’ la perla dell’agricoltura veneta, che nel complesso conta circa 150mila aziende agricole, una delle agricolture trainanti d’Italia con un fatturato che sfiora i sei miliardi di euro. Nella sola provincia di Verona le imprese del settore agricolo e agroalimentare registrate alle camere di commercio sono quasi ventimila. E’ nostra intenzione salvaguardare e promuovere questo patrimonio, contro la crisi dei campi che si e’ verificata nell’ultimo periodo”. Lo dichiara il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Luca Zaia, tagliando il nastro della 732ma fiera Agricola di San Biagio a Bovolone, in provincia di Verona. “Uno strumento per rilanciare il settore – continua il ministro – e’ sicuramente quello della tracciabilita’ totale dei prodotti, per difendere la nostra agricoltura identitaria e la qualita’ che essa produce dalla concorrenza sleale proveniente dall’estero, da paesi che non hanno un’agricoltura avanzata come la nostra ed esercitano un vero e proprio dumping sociale. Prima di tutto vengono i nostri agricoltori, poi viene il resto del mondo. Un territorio, come quello veneto, compreso quello veronese, tradizionalmente vocato all’agricoltura, ha bisogno che le proprie aziende possano mettere in mostra le loro produzioni e la loro vitalita’, anche industriale e tecnologica. Nel veronese la cultura del tabacco e’ forte e radicata e per venire incontro alle esigenze di tutti i territori che producono di tabacco, questo governo ha elaborato una Proposta per una azione agro-ambientale per la coltivazione del tabacco, nell’ambito dei Psr regionali. Proposta che e’ stata presentata ieri all’Ue nel corso un tavolo tecnico a Bruxelles. Gli esiti sono stati molto positivi. Nelle prossime settimane, quindi, il ministero lavorera’ alla definizione di una serie di risposte e chiarimenti richiesti in quella sede in vista dell’incontro decisivo. Di questo percorso verranno informate le regioni e tutta la filiera tabacchicola”.

“Prima il Veneto. E, quindi, prima i veneti. Anche nel lavoro”. Lo sottolinea il ministro Luca Zaia, candidato di Lega e Pdl alla presidenza della Regione Veneto, che spiega: “è evidente che nei casi di riduzione del lavoro, noi dovremo garantire gli ammortizzatori sociali a tutti coloro che ne hanno diritto, ma nelle circostanze in cui questo non fosse possibile, la priorità sarà data ai veneti e agli immigrati con cittadinanza italiana, quindi in Veneto da più di 10 anni”. “Il Veneto non ha mai negato l’assistenza umanitaria a nessuno, i clandestini, però, sono fuori legge e, pertanto, debbono tornarsene nei loro paesi. Non possono quindi pretendere il diritto al lavoro”, spiega il ministro della L ega, rispondendo così alla Cgil secondo cui ‘tanti clandestini si trovano in Veneto da tempo e da tempo lavorano nelle nostre aziende o in agricolturà. Rispondendo infine alle dichiarazioni del presidente francese Sarkozy a proposito della politica italiana sui clandestini, il ministro sottolinea: “I rilievi critici che il presidente francese rivolge all’Italia riguardano il passato, non il presente, tenuto conto del fatto che l’Italia ha introdotto anche il reato di clandestinità”.

“Nell’esprimere un sentito ringraziamento ai carabinieri del Nas che hanno sgominato una vera e propria banda criminale dedita alla macellazione clandestina torno a sottolineare la necessita’ di giungere in breve tempo all’approvazione della legge che impone l’obbligo dell’etichettatura per il comparto alimentare”. Cosi’ Fabio Rainieri, parlamentare parmigiano della Lega Nord e Segretario della Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati interviene a seguito dei controlli dei Nas che hanno sequestrato 12 tonnellate di prodotti a base di carne, 200 capi di bestiame, chiuso sette impianti, e denunciato 11 persone alle autorita’ giudiziarie e sanitarie locali. “Purtroppo – spiega Rainieri – qualcuno continua ad arricchirsi mettendo a rischio la salute del consumatore. Un fenomeno gravissimo ed inaccettabile. Ecco perche’ da una parte la Tolleranza Zero messa in campo dal ministro Zaia contro le frodi e le adulterazioni alimentari, e dall’altra la legge sull’etichettatura obbligatoria possono diventare una morsa d’acciaio in grado di mettere la parola fine a queste speculazioni sulla nostra salute. Una volta macellata illegalmente senza essere sottoposta ai controlli di legge previsti dalle autorita’, la carne veniva infatti immessa sul mercato e acquistata da ignari consumatori provocando cosi’ un doppio danno. Economico all’allevatore al quale gli animali erano stati sottratti e, ben piu’ grave, di salute al consumatore”. “Pugno duro dunque – conclude Rainieri – contro attivita’ del genere e contro chiunque pensi di fare il furbo mettendo a rischio la nostra salute”.

‘L’esenzione dal pagamento del canone Rai va garantita e possibilmente allargata ad un maggior numero di beneficiari”. Lo chiede in un’interrogazione il parlamentare trentino della Lega Nord Maurizio Fugatti. In particolare Fugatti chiede se i 26 milioni di euro, messi a disposizione per gli anni 2008 e 2009, “sono stati sufficienti a coprire gli oneri derivanti da tale esenzione”. L’esenzione e’ applicata per le persone di eta’ pari o superiore a 75 anni e con un reddito proprio e del coniuge non superiore complessivamente a 516 euro per tredici mensilita’, senza conviventi. “L’agevolazione, se applicata – sottolinea il parlamentare leghista – andrebbe sicuramente a favore degli anziani meno abbienti, contribuendo ad aumentare il loro reddito disponibile, in una fase congiunturale molto difficile”.

“Magistratura e Csm devono essere riformati”. A dichiararlo è il deputato Matteo Brigandì, capogruppo della Lega Nord in commissione Giustizia a Montecitorio intervenuto in aula dopo la relazione del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, sullo stato della giustizia nel nostro paese. “Esorto il Ministro a compiere una radicale riforma della magistratura che oggi – spiega Brigandì – ha assunto una funzione politico istituzionale che non può essere negata. Non siamo di fronte – osserva l’esponente del Carroccio – a una mera persecuzione giudiziaria nei confronti del premier ma davanti a un’involuzione del sistema che ha portato la magistratura a porsi come forza post-sessantottina per fare in prima persona la rivoluzione. Oggi i magistrati rappresentano la diretta opposizione di questo governo. Per questo – conclude Brigandì – metà parlamento vuol difendere il processo contro il presidente del Consiglio come unica arma che si ha per sovvertire il voto popolare”.

“Per evitare situazioni come quella di Rosarno, non sono necessarie nuove leggi, occorre perseguire l’applicazione puntuale e rigorosa della Bossi-Fini che già lega l’ingresso in Italia al possesso di un regolare contratto di lavoro. Un principio “chiave”, questo, di recente adottato anche in Spagna e invece troppo spesso viene “eluso” “. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, riferendo in aula al Senato sugli incidenti in Calabria.

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